Il parziale annullamento delle elezioni amministrative della città di Pescara ha innescato una serie di polemiche sui mass media, talora del tutto scomposte, nei confronti dell’organo di giustizia amministrativa che ha pronunciato la sentenza.
A tal proposito, non deve sfuggire che la sentenza del giudice amministrativo costituisce essenziale presidio di tutela del cittadino di fronte al potere dell’amministrazione, trovando nella Costituzione il proprio fondamento ma anche nella fiducia dei cittadini che non deve essere minata da reazioni di impeto soprattutto di chi detiene responsabilità istituzionali.
Pertanto, il diritto di critica sul provvedimento giudiziario, sebbene fondamentale per garantire la libertà di espressione, non può mai oltrepassare i confini del rispetto verso l’operato del giudice.
Il diritto-dovere di esprimere critiche deve infatti coniugarsi con il rispetto della funzione giudicante, che rappresenta un valore di interesse pubblico e trova fondamento nella Costituzione.
Questo bilanciamento tra il diritto di critica e il rispetto per la funzione della giustizia, in cui la difesa riveste pari dignità, è essenziale per la stessa esistenza dello Stato di diritto che assicura la tutela delle libertà individuali. Affermazioni che evocano un possibile uso politico della giustizia minano la credibilità della funzione giurisdizionale, fondamento di ogni Stato democratico.
